|
| | La lente sclerale, dal momento della sua prima descrizione da parte di Fick (1888), Kalt (1889) e Muller (1889), rappresenta ancora oggi, la miglior soluzione per la correzione della maggior parte delle patologie e problematiche visive presenti. Possiamo tranquillamente affermare che la lente sclerale è l’unica lente che riduce drasticamente l’alterazione del metabolismo corneale indotto da lente a contatto ( il tocco apicale viene eliminato o almeno ridotto drasticamente ). La lente sclerale espelle la sua funzione poggiando completamente sulla congiuntiva sclerale.
La lente sclerale è particolarmente indicata in casi di cheratocono perché non produce attrito sull’apice dello sfiancamento corneale. In contattologia è noto il problema del leucoma centrale indotto dall’attrito della lente a contatto tradizionale a causa del battito palpebrale che ha una frequenza di circa 10/12 battiti al minuto. La lente sclerale tornita simmetrica ha le stesse indicazioni della lente sclerale da calco ma si applica nei casi in cui non è possibile prendere il calco oculare e quando si rende necessaria una maggiore trasmissione di ossigeno.
La C.L.A.O. ( Contact Lens Association of Oftalmology ) definisce la lente sclerale come la “ lente più valida in contattologia “, indicandola come scelta primaria nei casi di:
grandi irregolarita' della cornea e del bulbo oculare;
tutte le forme di cheratocono, nel quale non è ottenibile un’adeguata centratura con altre lenti a contatto; tutte le problematiche post intervento provocate da interventi chirurgici in generale, laser e cataratta;
abrasioni della cornea causate da agenti esterni ( trichiasi, entropion );
elevati difetti di refrazione;
cheratoglobo;
ptosi;
ipovisione.
|
|
|
|
|