Analizziamo come in molti casi i sintomi che precedono la diagnosi del cheratocono possono essere riconosciuti.

Una normale visita oculistica può evidenziare un lieve difetto di vista che viene corretto con occhiali, ma un continuo peggioramento provocato da una graduale modifica della curvatura corneale anteriore permette all’oftalmologo una diagnosi chiara.

Molti non sanno di essere affetti dalla patologia, presentando tuttavia una semplice ametropia (astigmatismo e/o miopia) che col tempo peggiora.

La patologia insorge normalmente tra i 14 e 20 anni e si presenta dopo alcuni anni anche sull’altro occhio. I primi sintomi del cheratocono sono lo sfiancamento corneale verso l’esterno riducendo la qualità visiva, non più correggibile con l’utilizzo di occhiali. Si stima che ne sia affetto 1 abitante ogni 1500/2000, ma secondo alcuni studi sono almeno il doppio.

Con l’aumentare della deformazione della superficie corneale e il conseguente aumento dell’astigmatismo irregolare, la visione è consentita solo con lenti a contatto che regolarizzano il profilo della cornea con la loro superficie posteriore senza rallentare la progressione del cono.

I sintomi più diffusi per chi è affetto da cheratocono sono i seguenti

  • peggioramento visivo
  • insorgenza quasi improvvisa di miopia,
  • fotofobia
  • presenza di aloni attorno alle luci,
  • emicrania
  • visione sdoppiata

Con la topografia corneale è possibile stabilire la diagnosi se si è in presenza di cheratocono. Tale metodo non invasivo, in quanto si limita alla proiezione di anelli luminosi sulla cornea. Successivamente analizzando la deformazione degli anelli sulla cornea si può stabilire se si è in presenza di cheratocono.

Le lenti a contatto sono utilizzate unicamente per ottenere un miglior visus, non paragonabile all’utilizzo dell’occhiale. Nei casi più gravi anche l’utilizzo di lenti a contatto risulta insufficiente ed è necessaria il trapianto di cornea.

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