I primi segnali per chi è affetto da cheratocono consistono in una visione sfuocata e distorta, spesso con presenza di fotofobia, sensibilità alla luce.

Essendo una malattia della cornea conduce ad un lento e progressivo  peggioramento della qualità visiva. In alcuni pazienti ad esempio si traduce con un frequente cambio di lente anche a distanza di pochi mesi, spesso con l’insorgenza di astigmatismo non presente in precedenza, ed è proprio per questo che uno dei primi segnali è la continua variazione del grado di astigmatismo in breve tempo.

Solitamente l’assottigliamento della cornea procede in modo molto lento per circa 5 a 10 anni, tendendo poi a fermarsi. In alcuni casi si è presenza anche di una idropisia acuta dovuta alla presenza di fluido nella cornea provocando per alcuni giorni o settimane una netta diminuzione della qualità visiva. Una degli effetti più gravi e non correggibili con l’occhiale o con lenti a contatto tradizionali è la presenza di cicatrici superficiali che peggiorano in modo permanente la visione. Se si arriva a questo stadio della malattia vi sono solo due strade per la cura: l’intervento chirurgico dove è possibile “limare” le cicatrici e tentare di riportare la qualità visiva a livelli tali da poter poi essere corretti con apposite lenti a contatto su misura o nei casi più complessi con il trapianto di cornea.

Conviene quindi eseguire subito delle analisi se:

  1. si hanno parenti con una storia recente di cheratocono
  2. se pur con occhiali non si raggiunge una adeguata qualità visiva;
  3. se quando si è astigmatici e pur in presenza di occhiale o lenti a contatto si inizia ad avere un peggioramento della qualità visiva in breve tempo.

In questi casi è necessario eseguire le dovute analisi per diagnosticare un cheratocono. Ad oggi si dispone di moltissime tecniche grazie alla cheratometria o anche con strumenti più avanzati come la topografia, tomografia, pachimetria in grado di rilevare e classificare la deformazione della cornea in 4 stadi.

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